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sabato 14 novembre 2015

Honda rilancia il mito dellʼAfrica Twin

Honda torna a proporre una grande enduro sportiva ispirata alla mitica Parigi-Dakar. Quella delle origini, del deserto africano, della spiaggia di Dakar che accoglieva come una liberazione gli eroi che vi approdavano. Honda la visse con moto leggendarie, come la XRV650 Africa Twin del 1988, ma i tempi cambiano e la maxi-enduro aumenta oggi quella cilindrata almeno fino al litro, come lʼattuale meravigliosa CRF1000L Africa Twin.

Tuttʼaltro che vintage, la nuova Honda Africa Twin ridefinisce i parametri prestazionali della categoria con i suoi 95 CV e quasi 100 Nm di coppia massima. Ma soprattutto aggiunge dotazioni modernissime, come il cambio sequenziale a doppia frizione DCT, unʼesclusiva delle moto Honda, e ancora il controllo di trazione HSTC multilivello, lʼABS disinseribile e le sospensioni regolabili. La nuova maxi-enduro bicilindrica diventa così una moto versatile, stradista e fuoristradista al tempo stesso, con unʼanima avventurosa e una retroguardia di dotazioni per la sicurezza che ne fanno una moto cittadina e da gita fuori porta. Confortevole anche per la posizione di guida eretta e il manubrio ampio e comodo da tenere. I gruppi ottici sono full LED.
Il robusto telaio della CRF1000L Africa Twin poggia su una ciclistica estremamente versatile, con sospensioni a escursione lunga. La forcella anteriore Showa con steli da 45 mm ha un’escursione di 230 mm, la più elevata della categoria, ma non inferiore è lʼescursione dell’ammortizzatore posteriore, sempre Showa da 220 mm. Come la Honda CRF450 Rally, la “mille” Africa Twin monta cerchi a raggi da 21 pollici all’anteriore e 18 al posteriore, ciò che consente di montare pneumatici tassellati se si ha voglia di affrontare viaggi avventurosi. Tre le versioni a listino della moto: standard; con ABS e controllo di trazione HSTC; con cambio sequenziale a doppia frizione DCT, dotato della nuova funzionalità “G” per il fuoristrada. I prezzi della CRF1000L Africa Twin partono da 12.400 euro.


lunedì 2 novembre 2015

Audi A4


Se, nell’aspetto, la nuova edizione della berlina Audi A4 (e della relativa versione station wagon, anch'essa attesa nelle concessionarie a novembre 2015) non sembra così diversa da quella attuale, sotto la pelle è tutta nuova. Più lunga (473 cm invece di 470) e leggera (fino a 120 kg in meno, secondo le versioni), è realizzata su un’inedita piattaforma, con motore longitudinale che farà da base anche ad altri modelli. L’estesa offerta di propulsori prevede potenze comprese fra 150 e 272 CV, con trasmissioni anche automatiche o robotizzate a doppia frizione (va in pensione il cambio a variazione continua di rapporto).Fra gli optional il sistema di assistenza in colonna: fino a 65 km/h guida in modo autonomo l’auto, gestendo acceleratore, freni e sterzo. Prezzi da circa 30.000 euro

lunedì 3 agosto 2015

Nissan Juke Nismo RS 4WD, la prova

Più che nell’estetica, la mano di Nismo sulla Juke si avverte sulla guida, pur se cambio automatico e trazione integrale smorzano l’anima racing
Già normalmente la Nissan Juke non necessita certo di “arricchimenti” estetici per farsi notare e così non è rimasto molto spazio ai designer quando si è trattato di “vestire” l’ultima evoluzione della variante più sportiva, quella griffataNismo. In questo caso la scelta di autolimitarsi a pochi tocchi non sembra criticabile, visto che sarebbe stato facilissimo passare dal lato dell’esagerazione visiva. Ci si è dunque accontentati di accentuare certi elementi con i “colori sociali” del reparto sportivo Nissan, vale a dire rosso e nero. Così sulla Nismo RS troviamo in pratica di serie quello che per le altre Juke è il kit estetico sportivo offerto optional: parliamo cioè di specchietti rossi lucidi, griglia frontale nera con modanature cromate, spoiler posteriore, scarico cromato da 100 mm di diametro nonché minigonne e paraurti posteriore con inserti rossi.
Questo rosso spicca bene con tutte e tre le colorazioni possibili (White Pearl, Black Metallic e Silver Grey) e viene ripreso anche sulle pinze dei freni maggiorati, ben visibili attraverso le 10 razze dei cerchi in lega dedicati da 18 pollici. Fin qui abbiamo dato spazio alla descrizione estetica e degli interventi specifici sulla carrozzeria di tipo a 5 porte (con quelle posteriori dotate di maniglia “nascosta” verso il montante), che presenta peraltro tutte le novità, per quanto sostanzialmente di dettaglio, che recentemente hanno interessato l’intera gamma Juke. Ma non dobbiamo per questo pensare che “dentro” e “sotto” sia stato fatto di meno. Anzi, tutto l’opposto.
A livello meccanico troviamo importanti aggiornamenti anche rispetto alla Nismo precedente “non RS”, a partire dal motore ma passando pure per miglioramenti sensibili del reparto telaistico, compresi i freni aumentati nel diametro (e quelli dietro pure loro autoventilanti). In ogni caso, segnaliamo subito che il 1.6 sovralimentato a iniezione diretta è salito da 200 a 218 o 214 cavalli. La potenza massima è infatti differenziata fra la variante a due ruote motrici (e cambio manuale a 6 rapporti) e quella – oggetto della prova – leggermente meno potente a trazione integrale All-Mode abbinata al cambio automatico Xtronic a variazione continua.
Le “palette” imperniate sul piantone di sterzo lasciano però intuire che c’è qualcosa di più da dire sul cambio in questione: infatti può essere azionato pure in modalità “manuale” per lasciare un minimo di guida sportiva nelle mani del conducente, facendo sì che la gestione elettronica della variazione continua “scaletti” la trasmissione su 8 rapportature preselezionate. Una possibilità apprezzabile anche se queste marce (e i passaggi di rapporto) risultano meno definiti rispetto a un cambio meccanico normale. Il discorso delle leve del cambio, con la loro grafica tipo carbonio, ci porta ad allargare il discorso all’intero abitacolo e al suo arredamento, nel quale troviamo con la stessa scelta grafica anche la modanatura attorno al display centrale e la cornice del cambio sul tunnel.
Tuttavia abbiamo apprezzato maggiormente gli elementi “scamosciati”, come parte della corona del volante, la palpebra sopra il quadro strumenti (con il contagiri dal fondo rosso), i rivestimenti delle portiere e infine parte dei sedili. Questi ultimi sono indubbiamente una parte importante e decisamente visibile nell’arredo interno: prodotti da Recaro e offerti di serie sul mercato italiano, presentano un design sportivo senza compromessi risultando anche parecchio avvolgenti senza però sacrificare la comodità. Di notevole impatto pure le scelte in tema di rivestimento, misto pelle- Alcantara e anche qui con molto rosso in evidenza, oltre al logo Nismo sullo schienale.
Parlando di loghi, si può segnalare anche quello RS presente sullo sfondo della strumentazione, nella quale si evidenzia il contagiri “marcato” in rosso. In mezzo agli strumenti circolari figura il display del computer di bordo, che con un gioco grafico “stile Ascii” mostra il funzionamento delle quattro ruote motrici in base alle preferenze selezionate: 2WD come priorità “non assoluta”; 4WD-V con gestione elettronica della coppia su ogni ruota; 4WD per massimizzare la trazione. Nondimeno, la presenza delle 4 ruote motrici mina la capacità di carico: il ripiano inferiore del baule è alto (sotto passa il differenziale) e compromette la cubatura a livelli davvero poco accettabili. Questo anche su una piccola Suv come questa, che comunque mantiene un buon livello di abitabilità pur senza esagerazioni: dietro si viaggia in tre senza finire sotto tortura. Se l’ispirazione sportiva domina l’abitacolo, tuttavia a livello di dotazione abbiamo un quadro tutt’altro che spartano.
La Juke Nismo RS lascia optional giusto il cosiddetto Techno Pack, che comprende ausili interessanti come l’Around View Monitor (cioè il controllo perimetrale) che si somma all’allarme relativo al movimento in prossimità della vettura; abbiamo inoltre l’avviso di cambio involontario di corsia più la copertura dell’angolo cieco nella visuale degli specchietti. Non resta granché altro, come optional, perché tutto il resto è di serie: oltre al Nissan Connect 2.0 che esaminiamo più in dettaglio qui a fianco, troviamo Cruise Control e limitatore di velocità regolati dal volante (come audio e radio), climatizzatore automatico (monozona), automatismi per luci e tergi, e infine il Nissan Dynamic Control System, che permette di gestire le “leggi” di funzionamento di acceleratore e cambio in modo Eco, Normale o Sport. Il tutto per un prezzo “base” (per la 4WD) di 33.500 euro: non pochi, anche perché si tratta pur sempre di una 1.6 e resta qualche neo come il volante non regolabile in profondità.

lunedì 27 luglio 2015

Il mondo Bentley, intervista a Ceccomori

Sul biglietto da visita c’è scritto “Dr. Daniele Ceccomori, Head of Product Design Development, Bentley Motors Limited, Crewe, Cheshire, England”, e ci viene offerto non appena incontriamo il designer italiano che realizza per il blasone inglese tutto ciò che porta la gloriosa “B” ma che non ha necessariamente quattro ruote.
Ingegnere, dopo aver collaborato con Nissan e Infiniti, Ceccomori è da quasi otto anni contractor di Bentley. “Sono a Crewe un paio di giorni la settimana e conservo la mia base a Londra. Ho cominciato occupandomi di one off, gli esemplari unici (che, a dispetto del nome, sono moltissimi ogni anno, ndr),attività che continuo a svolgere, e questo mi ha dato modo di venire a contatto diretto con i nostri clienti, soprattutto i più esigenti che vogliono l’auto su misura, con dettagli esclusivi, a cominciare dal colore della carrozzeria che il più delle volte deve riprodurre quello di un oggetto o di un materiale che il cliente porta con sé: è osservando il loro stile di vita che ho iniziato a pensare a oggetti che non fossero semplicemente marchiati Bentley, ma che potessero interpretare la stessa filosofia che ispira le nostre granturismo”.
Con Ceccomori è proibito usare la parola “merchandising”, la realizzazione e il commercio di oggetti diversi da quelli che un brand produce come attività principale, un business che parte dalla Coca Cola e passa per i foulard e i cappellini taroccati con il Cavallino Rampante della Ferrari. Un mondo, insomma, che nulla ha a che vedere con quanto nasce a Crewe dove Luc Donckerwolke, uno dei “figli” prediletti del grande capo del design di Volkswagen Group Walter de’ Silva, continua a disegnare con il suo team le lussuose sportive inglesi.
Alle quali presto si aggiungerà Bentayga, il primo grande Suv che verrà prodotto a Crewe (a Wolfsburg avrebbero preferito costruirlo a Bratislava con Audi Q7 e VW Touareg, ma dalla fabbrica slovacca arriveranno soltanto dei componenti) dove è in allestimento la linea di montaggio che a settembre comincerà a sfornare i primi esemplari: debutto al salone di Francoforte, sulle strade a inizio 2016 con una linea per fortuna molto diversa da quella del concept bocciato al salone di Ginevra di tre anni fa.
Ma torniamo a Daniele Ceccomori e alle sue creazioni che devono rispettare i canoni stilistici delle auto. “Tutto è cominciato da una mia idea di realizzare una linea di borse da donna, dal disegno esterno ma soprattutto da quello interno, perché una borsa è come un’automobile, dove si sale, ci si accomoda e si va alla scoperta di tutto ciò che racchiude, un’esperienza da vivere intensamente. La mia idea è stata accolta con entusiasmo dal board e tre anni fa è nata la prima collezione seguita da due collezioni ogni anno, primavera e autunnoinverno, come accade per le griffe della moda”.
Nella boutique di Bentley non mancano ovviamente valigie, biciclette e sci e ci sono anche oggetti griffati prodotti dai fornitori di componenti, come gli orologi Breitling che fornisce quello analogico di bordo. I ricchi, spesso ricchissimi, clienti Bentley attraversano oceani e continenti per venire nella campagna del Cheshire e trascorrere ore non tanto lungo le linde e ordinate linee di montaggio dove nascerà la loro futura auto, ma nel “Veneer Shop”, dove si scelgono radiche e legni, e nel “Leather Shop” dove li attendono centinaia di profumate e morbide pelli tra le quali, a volte, manca quella della tonalità desiderata che dovrà essere prodotta in esclusiva.
È osservando questi clienti che ho capito che la scelta dell’auto è un’autentica esperienza, qualcosa di molto simile alla scelta della casa e dell’arredamento, nasce da qui la linea di mobili e accessori firmati Bentley che permettono al cliente, quando scende dall’auto, di non uscire mai dal raffinato mondo nel quale ha scelto di vivere acquistando una Continental, una Mulsanne o una Flying Spur”. E l’esperienza può continuare anche lontano da casa perché negli hotel St Regis di Londra, New York e Istanbul è già stata inaugurata una Bentley Suite disegnata e arredata seguendo gli stilemi della Marca.
Ma la proposta più recente è il profumo Infinite, un eau de toilette che permetterà al cliente di distinguersi e al comune mortale (l’elegante flacone costa 60 euro) di entrare a far parte, seppur marginalmente, di un’elitaria famiglia. “Continueremo a creare e realizzare oggetti che sposino con equilibrio i valori del brand, il comfort e la dinamicità delle nostre auto che sono capaci di portare sulla strada prestazioni da pista”, conclude Ceccomori. “La vera sfida, per quanto riguarda il design degli interni, è quella con la digitalizzazione sempre più spinta che dovrà rispettare il classico linguaggio british di Bentley, quello per il quale anche i giovani continuano a scegliere una nostra auto”.
Con oltre 11mila auto consegnate lo scorso anno e una crescita del 9% sul 2013, Bentley continua a inseguire quota 15mila, quella fissata già nel lontano 2003 quando Ferdinand Piëch insediò a Crewe il pupillo Franz Josef Paefgen come Ceo, carica oggi occupata da Wolfgang Dürheimer che, per avvicinarsi al target, potrà contare sul Suv di lusso Bentayga.

martedì 21 luglio 2015

Infiniti Q30: ecco la prima foto

POTREBBE ESSERE LEI - La Infiniti Q30, che vediamo qui in veste definitiva, è la prima berlina dalle dimensioni compatte della casa giapponese il cui debutto è previsto al prossimo Salone di Francoforte (15 settembre). Lo stile della versione di produzione resta fedele a quello della concept svelata due anni fa e, nonostante sia pensata per essere distribuita in tutto il mondo, il mercato di riferimento della nuova Q30 sarà proprio l'Europa, dove questo tipo di auto è molto apprezzato. Qui le sue avversarie, a partire dal 2016, saranno le tedesche Audi A3, BMW Serie 1 e Mercedes A.    ORIGINE EUROPEA - La Infiniti Q30 sarà costruita negli impianti Nissan di Sunderland, nel Regno Unito: il primo modello del marchio a nascere fuori dai confini giapponesi. La piattaforma è la MFA, opportunamente modificata, delle Mercedes a trazione anteriore (A, CLA, GLA); lo sviluppo è opera del centro tecnico del gruppo Nissan situato a Cranfield, nel Regno Unito, dove iniziò nel 2014. Tra i motori dovrebbe esserci il 2.2 a gasolio da 170 CV già montato sulla Q50 e, verosimilmente, alcuni dei motori della Pulsar. Dalla berlina Q30 deriverà successivamente anche una crossover, la QX30, che dovrebbe essere caratterizzata da un corpo vettura simile, ma con elementi stilistici specifici più da suv. - See more at: http://www.alvolante.it/news/infiniti-q30-2015-342189#sthash.O12exIh7.dpuf

giovedì 16 luglio 2015

Audi A4 Avant MY 2016: espressione di un design da più angolazioni

Audi A4 Avant MY 2016 – Una serie di foto consentono di ammirare da più prospettive l’ultima Audi A4 Avant, caratterizzata da una luminosa tinta rossa.
Sotto i riflettori risalta la particolare vernice, sembra Tango Reduna dei 15 colori disponibile per rivestire l’esterno della wagon di Ingolstadt, giunta alla generazione B9. Assieme a questa, sono esaltate le forme aerodinamica della vettura, caratterizzata da linee muscolose e filanti e gruppi ottici esaltati dalla tecnologia LED.
Il design della nuova A4 Avant rappresenta un’evoluzione del precedente, valorizzato anche da dettagli di pregio assieme a cura stilistica e finezze di tipo tecnico. L’interno è curato, reso confortevole da rivestimenti eleganti, optional che consentono un tocco ulteriore di sportività e una dotazione caratterizzata da sistemi tecnologici che nel valorizzano le qualità. Ad esempio: il sistema infotainment gestibile attraverso il display di un tablet da 8.3 pollici, dotato di Android Auto e CarPlay, supporto per voice control, connessione LTE, hotspot Wi-Fi.
Rispetto alla versione berlina, la nuova Avant risulterebbe impercettibilmente più corta di un millimetro, ma più alta di sette millimetri. Caratterizzata da un piccolo spoiler all’altezza del tetto, e sottili binari in tinta scura. In base a tali caratteristiche, il coefficiente aerodinamico della vettura risulta di 0.26, contro lo 0.23 della berlina.
La vettura risulterebbe più leggera anche di oltre 120 kg rispetto al precedente modello, grazie alle soluzioni adottate dagli ingegneri. Scelte come l’uso di materiali leggeri, tipo l’alluminio, impiegato ad esempio in specifici punti nella zona posteriore. Inoltre la capacità di carico dell’ultima Avant è aumentata di 15 litri secondo le indicazioni, da 505 sino a 1.510 litri, sfruttando l’abbattimento delle sedute posteriori.
Sia la Audi A4 Avant che la berlina sono equipaggiate con motori sovralimentati benzina e diesel da quattro e da sei cilindri. I primi sono un 1.4 TFSI da circa 150 cavalli (110 kW) e 250 Nm di coppia e un 2.0 TFSI, presente in due specifiche da circa 190 cavalli (140 kW) e 320 Nm di coppia o circa 252 cavalli (185 kW) e 370 Nm. Il versante diesel è composto invece da un 2.0 TDI nelle versioni da circa 150 cavalli (110 kW) e 320 Nm (236 lb-ft), e circa 190 cavalli (140 kW) e 400 Nm; quindi un 3.0 TDI proposto sia nella versione da circa 218 cavalli (160 kW) e 400 Nm, sia nella variante più potente da circa 272 cavalli (200 kW) e 600 Nm di coppia.
I propulsori TFSI e TDI sono associati a un nuovo cambio manuale sei marce meno pesante di 16 kg rispetto al precedente. In alternativa, a parte il propulsore 3.0 TDI da circa 272 cavalli a cui può essere abbinata una trasmissione tiptronic a otto velocità rivista, figura anche una nuovo cambio S tronic doppia frizione sette rapporti, che ha preso il posto del precedente multitronic a variazione continua.
Oltre a queste motorizzazioni, si parla anche di una A4 Avant g-tron alimentata a gas naturale e dotata di un 2.0 TFSI in grado di offrire circa 170 cavalli (125 kW) e 270 Nm di coppia, caratterizzata da consumi piuttosto contenuti, secondo le indicazioni diffuse.

martedì 14 luglio 2015

Peugeot GTi, un giorno da Leoni

Per raggiungere le sue celebri antesignane, partiamo da Milano a bordo della nuova 208 GTI 30th Anniversary che, in quanto a cavalleria (208 cv, per l’appunto…), non si sente certo in soggezione nei confronti delle due sorelle che ci stanno aspettando nei pressi di Rovato. Precisa e reattiva agli stimoli dello sterzo e del gas, questa versione limitata ci ricorda di custodire l’eredita delle iconiche 205 che l’hanno preceduta.
In autostrada, accompagnati dal cupo “sound” del 4 cilindri turbo 1.6, pensiamo all’affascinante storia della 205 GTI e alla sua celebre carriera sportiva. Era il maggio 1984, infatti, quando a poche settimane dalla sua presentazione un “certo” Ari Vatanen portò al debutto al Tour de Corse la versione da gara dell’auto che sarebbe poi diventata un vero e proprio mito automobilistico. Con quella vettura, Vatanen (insieme ad Harryman), centrò tre successi nella prima stagione di gara della 205 Turbo 16.
Quel Gruppo B, che nelle evoluzioni estreme superò abbondantemente i 500 cavalli di potenza, derivava dalla vettura del nostro servizio e fu in grado di vincere nel 1985 e 1986 il titolo mondiale rally e, nei due anni successivi, l’estenuante Parigi Dakar con la versione Grand Raid (passo allungato di 40 cm). Spostandoci in terza corsia per un sorpasso, ritorniamo al presente: avvolti nel sedile sportivo ben profilato della 208 (siglato vezzosamente Peugeot Sport), apprezziamo quanto sia piccolo il volante (con il logo d’ordinanza questa volta cromato) che ci permette di far scartare la vettura al solo pensiero. Purtroppo, però, questo grande vantaggio ergonomico e di guidabilità, va un poco a discapito della visibilità sulla strumentazione: i due quadranti profilatati da un Led rosso, infatti, rimangono parzialmente coperti dalla corona del piccolo volante.
Il colpo d’occhio sul lezioso bordino degli orologi, ci ricorda il colore rosso sportivo del logo GTI al centro del volante e sugli inserti interni alle portiere della prima versione, che sulla 1.9 (quella da 130 cv che abbiamo scelto per il nostro servizio), comparivano anche al centro dei sedili. La GTI (acronimo di Gran Turismo Iniezione), che venne presentata al Salone di Ginevra nel 1984, aveva un motore con la stessa cilindrata della 30th Anniversary sulla quale stiamo viaggiando (1.6 litri), ma disponeva di soli 105 cv a 6250 giri. Peugeot, inizialmente, richiese la consulenza di Pininfarina per il design della vettura che sarebbe dovuta diventare l’icona della Casa di Sochaux. Alla realizzazione del progetto, designato con la sigla M24, collaborarono, poi, anche Gerard Welter, e Paul Bracq per gli interni (noto per aver disegnato alcune delle più belle Mercedes tra cui la 230 SL Pagoda). La piccola bomba francese, aveva dimensioni compatte (3710 mm) ed un peso contenuto di soli 880 Kg(incredibile poterci pensare per una vettura di oggi!), che le permettevano di sfruttare al meglio la cavalleria a disposizione.

lunedì 6 luglio 2015

RENAULT TALISMAN: FOTO E INFORMAZIONI DELLA NUOVA BERLINA FRANCESE

Il marchio francese "archivia" la Laguna e punta tutto su una berlina "portafortuna" dalle linee precise e armoniose. Rigore tedesco? Sì, perché no: la collaborazione con Daimler fa di questo ibrido franco-tedesco un concorrente molto agguerrito nel segmento delle berline
C'è sempre un certo timore nel dire che un'auto "sfida le tedesche" o "si ispira alle tedesche". Perché sembra un po' un cliché abusato - ma reale - quello delle tedesche regine incontrastate del mercato delle tre volumi.
Nel caso della nuova Renault Talisman, però, possiamo fare un'eccezione: lo stesso Carlos Ghosnnon ne fa mistero, e più volte ripete che questa nuova berlina francese di segmento D, che va a sostituire la sfortunata Laguna, è nata da una forte collaborazione con gli esperti di Daimler (collaborazione che ha già dato i suoi frutti con l'accoppiata Twingo/Smart).
Niente copia carbone, però: nel caso della Talisman, gli esperti di Daimler si sono limitati a offrire il loro know-how nel controllo qualità, e nella costruzione diprodotti con alta qualità percepita.
Il resto, invece, è tutto made in France, come orgogliosamente sottolinea Ghosn.

NUOVA RENAULT TALISMAN: DESIGN PULITO, COMFORT, PERSONALIZZAZIONE

La qualità percepita parte dagli esterni, questi sì dal respiro tedesco, che con linee pulite e nette regalano una berlina filante e dinamica nonostante ledimensioni generose (4,85 metri di lunghezza per 1.87 di larghezza).
Un design che Laurens van den Acker descrive con tre parole chiave: "dinamico""preciso""rigoroso".
"La Talisman è una Renault che si riconosce subito al primo sguardo", ha sottolineato van den Acker, "grazie a un frontale molto grintoso e alla firma luminosa fornita dai fanali a C".
La stessa firma che abbiamo visto sulla Renault Espacee sulla Kadjar, a conferma del progetto organico diRenault per le vetture alte di gamma: un progetto basato su una immagine coerente, matura, che punta tutto sulla percezione di avere a che fare con prodotti molto solidi e quasi da categoria superiore.
Vista dal vivo, la Renault Talisman sembra infatti ben piantata a terra. Merito del frontale con la grande calandra orizzontale, che incorpora e valorizza la Losanga di Renault (ormai sempre più prominente).
Il posteriore è forse la parte più riuscita e personale, con la linea di fiancata che si solleva e si rastrema e i gruppi ottici che si estendono orizzontalmente andando quasi ad abbracciare, ancora una volta, lo stemma del marchio.
Tutto sommato una linea molto piacevole, forse un po' lontana dall'idea di personalità che ci aspetteremmo da una francese, ma che piace e che cresce col tempo, sguardo dopo sguardo.
Dopotutto, la Talisman è un'auto che deve piacere a molti, e da questo punto di vista, ormai, il design è diventato un'equazione.

GLI INTERNI: TANTO SPAZIO PER CHI VIAGGIA (ANCHE DIETRO)

A proposito di equazioni e numeri, ce n'è uno di cui quelli di Renault sembrano andare molto fieri: quello dello spazio per le ginocchia dei passeggeri posteriori dellaTalisman: 262 millimetri, fra i migliori della categoria. Anche in altezza lo spazio non manca, con oltre 90 centimetri di spazio fra la seduta e il tetto per chi guida (e 85 centimetri per chi viaggia dietro).
Il design della plancia della Renault Talisman non sconvolge con soluzioni avveniristiche, ma non vuole neanche farlo: l'accento è ancora una volta sulla razionalità e la facilità di utilizzo, frutto anche questo della consulenza di Daimler.
A fare da protagonista in questo caso è il grande schermo posto al centro della plancia, undisplay touch-screen di 8,7 pollici (quasi un iPad mini, per intenderci) disponibile sugli allestimenti top di gamma. Gli intermedi si devono accontentare di un "classico" 7 pollici, che non sono per nulla sgraditi (ma attenti a non scegliere l'entry level, o dovrete accontentarvi di una autoradio con schermo da 4,2'').
Torna, ovviamente, il sistema di infotainment R-Link 2 che centralizza i sistemi di connettività, navigazione e controllo delle funzioni dell'auto.

I MOTORI: ACCENTO SULL'ECOLOGIA?

Capitolo propulsori: la nuova Renault Talisman arriverà (entro fine 2015 in Francia, il prossimo anno nel resto d'Europa) con cinque diversi motori.
Tre diesel (un Energy dCi da 110CV, un Energy dCi da 130CV e un dCi da 160CV abbinato con un cambio sei marce automatico EDC) e due benzina (Energy TCe da 150CV e uno da 200CV, abbinati a un cambio automatico a sette marce).
Tutte le motorizzazioni saranno, ovviamente, Euro6 e avranno emissioni a partire da 95 g/KM di CO2 (in linea con la rinnovata etichetta ECO2).

TALISMAN: UN FUTURO MIGLIORE DELLA LAGUNA?

Insomma, le doti per avere successo, ancora una volta, sembrano esserci (come va, invece, lo vedremo alla prima prova su strada). Il successo della Renault Talisman, però, dipenderà dal pubblico, che in occasione della Laguna si era mostrato molto più restio.
A chi però sottolineava, polemicamente, gli insuccessi passati del marchio nel segmento D, Carlos Ghosn ha risposto prontamente: "Renault è un costruttore generalista, presente su tutti i mercati: alcuni segmenti sono da conquistare, altri sono da riconquistare. Non bisogna pensare che facciamo una cosa o l'altra: Renault è stato uno dei rari costruttori che ha mantenuto la propria rotta nel periodo di crisi, mantenendo i progetti, senza rimandare i nuovi modelli o rinunciare a segmenti".
Chapeau, Ghosn.

sabato 4 luglio 2015


Fiat Nuova 500La piccola cambia nello stile e nei contenuti

La Fiat presenta la Nuova 500, variante aggiornata del modello originale lanciato nel 2007. Si tratta di un ammodernamento cruciale per un modello che in otto anni è stato scelto da oltre 1,5 milioni di clienti. La Fiat ha modificato ben 1.800 particolari senza perdere di vista lo spirito originale dell'auto, che ha fatto dei richiami al passato e della tecnologia la sua arma più forte. Al di là dell'introduzione della strumentazione digitale e delle motorizzazioni aggiornate nel 2014, si tratta del primo vero facelift della 500 dal 2007.La Fiat presenta la Nuova 500, variante aggiornata del modello originale lanciato nel 2007. Si tratta di un ammodernamento cruciale per un modello che in otto anni è stato scelto da oltre 1,5 milioni di clienti. La Fiat ha modificato ben 1.800 particolari senza perdere di vista lo spirito originale dell'auto, che ha fatto dei richiami al passato e della tecnologia la sua arma più forte. Al di là dell'introduzione della strumentazione digitale e delle motorizzazioni aggiornate nel 2014, si tratta del primo vero facelift della 500 dal 2007.
Led e nuovi colori. La Nuova 500 è riconoscibile per le modifiche ai paraurti (che hanno aumentato di 2 cm la lunghezza, fino a 3,57 metri) e ai gruppi ottici, ora con luci diurne a Led nei proiettori secondari anteriori. Sono disponibili inoltre nuovi abbinamenti cromatici per carrozzeria e interni, con un numero ancora maggiore di personalizzazioni: è possibile scegliere tra 13 colori esterni, tra cui i nuovi Rosso Corallo e Bordeaux Opera, e i modelli bicolore nero-giallo e nero-rosso con trattamento Second Skin, una serie di pellicole offerte in varie dimensioni e con motivi grafici come Ethnic, Lord, Comics, Navy e Camouflage per rendere unico ogni esemplare. A completamento dell'intervento, nuove cromature e cerchi in lega da 15 e 16 pollici.
UConnect. Gli interni sono stati ripensati nella zona della console centrale per poter ospitare il sistema di infotainment UConnect con schermo da 5 pollici, ma sono nuovi anche volante, le bocchette di areazione e i comandi secondari. La strumentazione è disponibile in opzione anche nella versione digitale TFT da sette pollici realizzata da Magneti Marelli e non mancano nuove finiture cromate e portaoggetti ottimizzati. Sono disponibili nove varianti delle sellerie tra cui il tessuto Chevron tono su tono della versione Pop, il tessuto Principe di Galles con cadenino a contrasto per la Lounge e il rivestimento in pelle Frau opzionale in tinta nera, bordeaux o tabacco.
Equipaggiamenti. La Fiat ha scelto di offrire una dotazione ricca su tutti i modelli della Fiat 500. Per questo il modello Pop offre già di serie il climatizzatore manuale, sette airbag, ESC, Hill Holder e il sistema UConnect con impianto audio, sei diffusori, Bluetooth, comandi al volante e presa usb. Sul modello Lounge il sistema multimediale si arricchisce di touchscreen, servizi UConnect Live con abbonamento di cinque anni e App dedicate per webradio, social network e notizie, comandi vocali, streaming Bluetooth e lettura e dettatura degli SMS. In opzione verrà offerto il pacchetto di navigazione TomTom con comandi vocali, Q Routes e servizi TomTom Live con informazioni sul traffico, meteo, posizione degli autovelox e servizio Search&Go per la ricerca dei punti di interesse sul web.
I modelli. La gamma 2016 della Fiat 500 prevede le varianti di carrozzeria berlina e cabrio e la scelta tra i propulsori benzina Euro6 0.9 Twinair 85 e 105 CV e 1.2 69 CV  e il diesel 1.3 Multijet II 95 CV con cambi manuali o automatici Dualogic robotizzati. Disponibile anche l'opzione bifuel GPL 1.2 69 CV EasyPower. Tutti i modelli assicurano emissioni ridotte rispetto al modello uscente con appena 90 g/km per la Twinair 85 CV (3,8 l/100 km) e 89 g/km per la diesel, mentre in un secondo tempo verrà introdotta la versione Eco della 1.2 69 CV capace di appena 99 g/km. Sul fronte tecnico, è importante sottolineare anche che per la 1.2 69 CV è previsto un nuovo impianto frenante maggiorato (lo stesso della TwinAir 85). I modelli Eco e diesel saranno effettivamente disponibili presso i concessionari in un secondo tempo. Per migliorare il comfort sono stati utilizzati nuovi pannelli insonorizzanti nei passaruota e nella paratia del vano motore, mentre il bagagliaio può vantare una soglia ridotta per facilitare il carico: la capacità resta variabile da 185 a 550 litri in base alla posizione del divano posteriore.
Gli optional. La Fiat ha confermato che per la sola versione Lounge saranno offerti tre pacchetti di personalizzazione a prezzo speciale: Style (cerchi in lega da 16", fendinebbia e modanature personalizzate), Cult (interni in pelle, cruscotto digitale, tetto e specchi nero lucido) e City (climatizzatore automatico, sensori di parcheggio e specchio elettrocromico). A queste opzioni si aggiungono gli oltre 100 accessori del catalogo Mopar tra cui cerchi in lega, calotte specchietti, modanature cromate esterne, spoiler, adesivi, sistemi per il trasporto dell'attrezzatura sportiva, accessori per l'abitacolo e pellicole per rivestire sezioni della carrozzeria e della plancia. 

mercoledì 1 luglio 2015

Honda HR-V, test del SUV compatto

SUV sportivo e compattol’Honda HR-V ha ben poco a che vedere col suo antenato, la prima serie, del 1999, che in Italia ebbe un buon successo. I tempi sono cambiati, e il nuovo modello, disponibile in concessionario da ottobre, mostra bene i muscoli. Ben definiti, con un carattere non banale.
Originale nei suoi 4,30 metri di lunghezza l’Honda HR-V dovrà tirare fuori gli artigli perché nella sua classe, quella dei B-SUV, i crossover di dimensioni contenute, ma di grandi ambizioni, la lotta è serrata a tutte le latitudini. L’auto giapponese si presenta con doti non banali, in linea con la tradizione Honda, per certi aspetti fuori dal coro (vedremo perché) ma certamente rigorosissima deicontenuti tecnici e con un’estetica che non passa inosservata. Non è la sorella minore della CR-V, ma un modello a sé stante, con ambizioni più che motivate.
La personalità è spiccata, con il frontale importante, le maniglie delle posteriori a scomparsa (dal 1997 tutti si sono ispirati all’Alfa Romeo 156) e la plancia avvolgente all’interno. Il look è giovanile, sportiveggiante, non esasperato. La silhouette atletica e le dimensioni non esagerate non inficiano però lo spazio: il passo è di 2,61 metri, ma soprattutto il serbatoio del carburante, posto sotto il sedile anteriore, libera parecchio spazio nell’abitacolo.
passeggeri posteriori stanno comodi, anche quelli corpulenti, pure con le gambe. Il resto lo fanno i sedili “magici” che regalano la possibilità di caricare oggetti lunghi fino a 2,5 metri e una capacità di carico che va da 453 a 1026 litri. La qualità degli interni, non è premium, ma non lascia adito a critiche.
L’Honda HR-V in Europa sarà solo a trazione anteriore, disponibile con due motori, il 1.5 benzina i-VTEC, aspirato da 130 cavalli e 155 Nm di coppia, e ilturbodiesel 1.6 i-DTEC capace di 120 cv e 300 Nm di coppia. Il primo disponibile anche con trasmissione CVT (a sette marce simulate) entrambi di serie con un cambio manuale a sei marce dalla leva cortissima e molto godibile.
Su strada l’HR-V si comporta davvero bene. Sicuro negli appoggi, dinamico, con un carattere non certo dimesso, ma tutt’altro che indomabile. Mantenendo un confort più che adeguato. Soddisfa chi cerca una guida con ampi margini di sicurezza e confidenza e magari vuole pennellare anche qualche curva, senza esagerare, ovvio.
Tra i due motori il diesel, sovralimentato e con il doppio di coppia a meno della metà dei giri (2.000 contro 4.600) si fa chiaramente preferire, di poco per lospunto (0-100 in 10”0 contro 10”2) ma di molto per progressione ed primeggia come ovvio consumi (4,0 litri/100 km contro 5,2). Il 1.5 aspirato a benzina non demorde e, se abbinato al CVT garantisce una buona elasticità: l’ideale per chi non percorre molti km, ma desidera farlo nella massima rilassatezza. Con consumi comunque contenuti.
Sono otto i colori disponibili, tra i quali un nero e un blu cangianti, tre gli allestimenti, ConfortElegance ed Executive mentre i prezzi partiranno da 20.000 euro per l’HR-V 1.5 benzina e da 22.000 euro per il 1.6 diesel.

lunedì 29 giugno 2015

Opel Astra 1.6 CDTi: la prova su strada

Al pari di altre tedesche di lunga tradizione, Opel Astra è ormai un “grande classico” nel panorama automobilistico europeo, un nome familiare a tutti e che, negli ultimi anni, è stata protagonista di un buon lavoro di restyling ed ammodernamento.L’ultima versione, in particolare, ha riscosso un certo successo, in termini di gradimento, da parte del pubblico e quindi abbiamo deciso di provarla, nella nuovissima motorizzazione diesel 1.6 CDTi. Prescindendo dalla vettura scelta per il test, è utile ricordare che la gamma dell’Astra è molto ampia e spazia dal 1.4 benzina da 90 cavalli, fino alla 2.0 turbo da 200 CV, con prezzi che, ugualmente, oscillano dai 17.350 € chiavi in mano, ai 25.400 €, sempre chiavi in mano, mentre il modello da noi provato, di listino, costa 23.100 €.
Quello che ha conquistato molti appassionati della nuova Astra, come spesso accade, è una nuova linea ed un’estetica ben calibrata e studiata a pennello per trasmettere l’idea di sobrietà ed eleganza, unita ad un senso di sportività emodernità. In Opel definiscono questo stile come “a lama rovesciata”, andando così a sottolineare la silhouette che la fa quasi assomigliare ad una coupé, con linee morbide ed affusolate, caratterizzate dalle fiancate a cintura alta, sormontate da finestrini meno grandi e anch’essi più affusolati. Nella porzione frontale del veicolo spicca il logo con il fulmine, al centro della griglia, ispirata dalla GTC, con i gruppi ottici con luci di posizione a LED, dalla forma quasi liquida. L’andamento della parte posteriore, invece, è caratterizzato tanto dall’ampio fascione a diversi livelli, sottostante il vano portabagagli, quanto dalle luci sempre di forma irregolarmente fluida e, ancora, dal logo della Casa che campeggia al centro. Se in tutti questi anni di comunicazione, la teutonicissima Claudia Schiffer non v’avesse ancora persuasi che la Opel deve essere annoverata tra le auto tedesche, allora saranno forse alcuni particolari a convincervi. La realizzazione dei particolari, infatti è molto elevata e alcuni particolari, come le finiture cromate attorno ai finestrini, denotano un’attenta ricerca stilistica che conferisce fascino ed eleganza all’Astra.

mercoledì 24 giugno 2015

Alfa Romeo Giulia 2015, bentornata!

Bentornata Giulia. Ecco la nuova Alfa Romeo, l’auto più attesa del 2015 e il modello che traccia il futuro del marchio del Biscione, giunto proprio oggi al suo 105° compleanno.
Motori al top, rapporto peso/potenzadesign, sviluppata per soddisfare chi ama la guida, con trazione posteriore o integrale, per regalare prestazioni elevate e grande divertimento, l’Alfa Romeo Giulia 2015 è un cocktail esplosivo. Di eccellenze italiane (sul serio, non a parole) per relegare unadinamica unica. Forse (ripetiamo forse) non algida come la concorrenza premium tedesca, ma senza dubbio con grande personalità. E contenuti. Finalmente, è proprio il caso di dirlo.
E’ la sintesi del nuovo paradigma Alfa Romeo e la massima espressione della “meccanica delle emozioni”. Berlina a quattro posti,  con design che esprime le tre caratteristiche peculiari dello stile italiano: il senso delle proporzioni, la semplicità e la qualità delle superfici. Al centro del trilobo frontale, una delle firme più famose nel mondo dell’auto, spicca il nuovo logo Alfa Romeo che è stato rinnovato conservando forma e stilemi leggendari.
Alfa Romeo promette: “Un’esperienza di guida esaltante, grazie alla sensibilità dello sterzo, alla risposta dell’acceleratore e alle reazioni immediate di cambio e freno“.
Motori. Sull’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio debutta un turbo benzina 6 cilindri da 510 cavalli, ispirato da tecnologie e competenze tecniche Ferrari, che diventa il nuovo punto di riferimento del marchio. Le prestazioni sono entusiasmanti: passa da 0 a 100 km/h in 3″9. Ideale distribuzione dei pesi (50/50 tra i due assi)sospensioni raffinate (all’anteriore un’esclusiva Alfa Romeo) e lo sterzo “più diretto del mercato“.
Tra le soluzioni tecniche il Torque Vectoring, per il massimo controllo della stabilità, l’Integrated Brake System che riduce sensibilmente lo spazio di frenata e l’Active Aero Splitter che gestisce in modo attivo la deportanza anche a velocità sostenute. Per raggiungere il miglior rapporto peso/potenza (inferiore a 3 kg /cv), l’Alfa Romeo Giulia coniuga le prestazioni del motore con l’ampio impiego di materiali ultra-leggeri quali fibra di carbonio, alluminio e composito di alluminio e materiale plastico.

lunedì 22 giugno 2015

Opel Adam Rocks, sangue caldo: la prova

È al top per allestimento e potenza: monta il nuovo 3 cilindri 1.0 da 115 cv, che grazie al turbo offre un buon comportamento dinamico
Fra le ben 54 varianti in cui è proposta a listino la piccola Opel Adam – fra i vari allestimenti e motori disponibili – quella che proviamo questo mese è esattamente al top per quanto riguarda dotazione e propulsione (e anche prezzo, invero): si tratta infatti della versione Rocks Air motorizzata con il recentissimo tre cilindri 1.0 sovralimentato da 115 cavalli.
Un propulsore generoso e brillante che di per sé potrebbe anche giustificare ampiamente una definizione di “versione sportiva” per questa Adam, se non fosse per due motivi. Il primo è che a breve è atteso l’arrivo sul mercato della Adam Rocks S con il 1.4 sempre turbo e dotato di ben 150 cv; il secondo è che piuttosto questa Rocks fonde in sé codici stilistici e contenuti di varia estrazione, anche agli antipodi fra loro, per cui considerare solo l’aspetto sportivo sarebbe fortemente limitante e persino ingeneroso. In questo caso la tendenza a “crossovizzare” conosce infatti nuovi confini: nel caso dell’allestimento Rocks, idesigner Opel sono riusciti a condensare in meno di 4 metri svariate tendenze.
C’è parecchio di Suv, ad esempio: ai bordi protettivi che riprofilano l’intero perimetro inferiore, passaruota compresi, si aggiungono i paracolpi sul lato basso di entrambi i paraurti. Come se non bastasse, l’assetto è stato rivisto e soprattutto rialzato di 15 mm, scelta tecnica accompagnata alla rivisitazione delle sospensioni (e anche dello sterzo) e che normalmente si contrapporrebbe alla sportività di cui parlavamo all’inizio. Quest’ultima però è sottolineata da elementi non secondari come lo spoiler posteriore o le ruote in lega che normalmente sono da 17 pollici, ma nel caso della Adam provata sembrano prese in prestito direttamente da una supercar, essendo quelle optional con una taglia di ben 225/35 per 18 pollici di diametro. Verso un’altra tendenza ancora, quella di una vettura estiva e “monella”, va invece la presenza del tettuccio apribile in tela, che scorre all’indietro lasciando aperta giusto la sommità del padiglione e mantenendo quindi i montanti laterali.
Utile il retino che si apre anteriormente per limitare le turbolenze. In questo potpourrì di tendenze, non possiamo infine sottacere la presenza di numerosi elementi più volti al glamour visivo, come le numerose finiture cromate – la più evidente delle quali è la modanatura che profila il tetto – e ovviamente la doppia colorazione della carrozzeria (optional), per concludere con le luci a Led anteriori e posteriori, anch’esse ottenibili a richiesta assieme a una miriade di altre possibilità di personalizzazione. In questo eterogeneo ma ugualmente ben amalgamato insieme di orientamenti tecnico-estetici, non possiamo ignorare quanto offerto da un ricco listino di optional. Si parte da pacchetti completi per la personalizzazione estetica relativi alla colorazione di tetto, modanature e pure cerchi, passando per il kit di adesivi Fly (con grafica a foglie) e per le calotte dei retrovisori esterni, fino al rivestimento colorato per lo specchietto interno. Ovviamente non mancano gli optional “da dotazione”, per la quale con la Adam Rocks Air si parte già dal condizionatore elettronico di serie (pratico ma tuttavia poco preciso, con step di 1°C anziché mezzo) e soprattutto dal sistema IntelliLink di cui trattiamo più approfonditamente a parte, comunque in questo caso integrato da un impianto audio con 2 altoparlanti in più (6 invece di 4); optional il sistema DAB e i 7 altoparlanti più subwoofer.
È di serie un’adeguata quantità di aiuti elettronici e di airbag, come pure il controllo pressione pneumatici. Ma tornando sul fronte optional, a stonare non è la quantità – non ci lamenteremo certo di poter personalizzare la nostra vettura come preferiamo – quando che con un prezzo di partenza pari a 19.650 euro non si sia sentito lo scrupolo di inserire già nella dotazione standard alcuni particolari tipo le luci a Led o l’accensione automatica di tergi e fari, sebbene non incidano pesantemente sul costo finale

venerdì 19 giugno 2015


Mercedes-Benz SLNuovi test in vista del restyling
L'intera gamma delle spider con tetto in metallo ripiegabile di casa Mercedes-Benzsarà sottoposta a un restyling. Oltre alla piccola SLK, che cambierà la sua denominazione in SLC, anche la sorella maggiore SL sarà aggiornata come dimostrano queste foto spia.
Ritocchi estetici. A giudicare dalle immagini gli interventi saranno soprattutto concentrati sul frontale, dove gruppi ottici, mascherina e paraurti saranno evoluti seguendo gli sviluppi stilistici dettati dagli altri modelli a listino. Al posteriore troviamo invece un paraurti modificato che integra nella zona inferiore i terminali di scarico, insieme a una grafica modificata dei gruppi ottici a Led.
I motori. L'aggiornamento della SL sarà anche l'occasione per rinnovare la gamma propulsori: nel listino attuale solo la recente SL 400 con motore V6 biturbo vanta l'omologazione Euro 6. Non mancheranno sicuramente le sportive AMG con propulsori V8 e V12, probabilmente ereditando le versioni aggiornate delle unità attuali. Seguendo la logica sono attesi anche aggiornamenti ai dispositivi elettronici di bordo, sia per l'infotainment sia per la sicurezza. Il debutto potrebbe avvenire nel corso del 2016, ma non ci sono ancora informazioni precise in merito.

giovedì 18 giugno 2015

Nuova Volkswagen Sharan, la famiglia è 'connessa'

Arriva in concessionaria a settembre con 7 posti di serie

HANNOVER – Verso il milione e oltre, di unità vendute, naturalmente. È questo il prossimo traguardo per la Sharan, la grande monovolume di casa Volkswagen che quest'anno spegne venti candeline e conta oltre 800.000 unità vendute nella sua storia, di cui 200.000 appartenenti all'ultima generazione. Per celebrare la ricorrenza, si presenta sul mercato con una nuova versione aggiornata soprattutto nei contenuti tecnici, che arriverà nelle concessionarie italiane a settembre, ma la cui prevendita è già iniziata l'11 giugno con un listino che parte da 34.100 euro (37.050 euro per il diesel).

La gamma è composta da due motorizzazioni, il benzina 1.4 TSI da 150 CV e il diesel 2.0 TDI, declinato su due livelli di potenza, 150 e 184 CV, il primo disponibile anche con la trazione integrale 4Motion. Il lato estetico è quello dove gli ingegneri tedeschi sono intervenuti di meno; per cogliere le differenze tra questa Sharan e la precedente è necessario soffermarsi sui gruppi ottici posteriori, oppure notare il nuovo disegno dei cerchi in lega. Le novità sono invece molto più evidenti all'interno, non tanto per alcune finiture più curate e per i rivestimenti di migliore qualità, quanto per il nuovo sistema di infotainment che è compatibile con diverse piattaforme: MirrorLink, Android Auto (Google), CarPlay (Apple) e Volkswagen Car-Net. In parole povere vuol dire che qualunque smartphone acquistato nell'ultimo anno può essere connesso all'auto, riportando le sue funzioni sul display centrale e diminuendo nettamente il tasso di distrazione mentre si sta al volante. Ma siccome l'imprevisto è sempre in agguato, la Casa di Wolfsburg ha dotato la Sharan di tutte le ultime tecnologie di assistenza alla guida. L'occhio elettronico è quello del radar anteriore, coadiuvato da una telecamera posteriore; insieme supportano il cruise control attivo ACC, il Front Assist con frenata di emergenza e il Blind Spot con Lane Assist, per monitorare l'angolo cieco e prevenire cambi di corsia involontari. Tutto questo si aggiunge all'assistenza per l'uscita dal parcheggio e alla frenata anticollisione multipla. Per il resto, la Sharan conferma le caratteristiche che ne hanno decretato il successo.

Le porte posteriori scorrevoli sono di serie su tutte le versioni, così come i 7 posti disposti su tre file. La capacità di carico massima raggiunge i 2.430 litri e i sedili della seconda fila, oltre che scorrevoli, sono reclinabili di 20°.

Sia questi ultimi che quelli della terza, poi, possono essere ripiegati nel pianale con un meccanismo molto semplice per creare una superficie di carico completamente piatta. Insomma, praticità e versatilità si confermano le qualità principali della monovolume tedesca, che con una lunghezza di 4,85 metri offre tantissimo spazio a bordo, dove si trovano anche trentatré vani portaoggetti sparsi per tutto l'abitacolo.

Appena entrati a bordo colpisce la disponibilità di spazio, soprattutto in verticale, con molta 'luce' tra la testa degli occupanti e il padiglione. La posizione di guida è abbastanza raccolta e tutti i comandi sono a portata di mano, anche il display touch si riesce a raggiungere senza staccarsi con la schiena dal sedile. Il comportamento su strada, poi, è quanto di più sicuro e prevedibile si possa desiderare, con una grande souplesse di marcia, amplificata dall'azione fluida del cambio DSG che sfrutta tutti i 340 Nm del 2.0 TDI da 150 CV.