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lunedì 27 luglio 2015

Il mondo Bentley, intervista a Ceccomori

Sul biglietto da visita c’è scritto “Dr. Daniele Ceccomori, Head of Product Design Development, Bentley Motors Limited, Crewe, Cheshire, England”, e ci viene offerto non appena incontriamo il designer italiano che realizza per il blasone inglese tutto ciò che porta la gloriosa “B” ma che non ha necessariamente quattro ruote.
Ingegnere, dopo aver collaborato con Nissan e Infiniti, Ceccomori è da quasi otto anni contractor di Bentley. “Sono a Crewe un paio di giorni la settimana e conservo la mia base a Londra. Ho cominciato occupandomi di one off, gli esemplari unici (che, a dispetto del nome, sono moltissimi ogni anno, ndr),attività che continuo a svolgere, e questo mi ha dato modo di venire a contatto diretto con i nostri clienti, soprattutto i più esigenti che vogliono l’auto su misura, con dettagli esclusivi, a cominciare dal colore della carrozzeria che il più delle volte deve riprodurre quello di un oggetto o di un materiale che il cliente porta con sé: è osservando il loro stile di vita che ho iniziato a pensare a oggetti che non fossero semplicemente marchiati Bentley, ma che potessero interpretare la stessa filosofia che ispira le nostre granturismo”.
Con Ceccomori è proibito usare la parola “merchandising”, la realizzazione e il commercio di oggetti diversi da quelli che un brand produce come attività principale, un business che parte dalla Coca Cola e passa per i foulard e i cappellini taroccati con il Cavallino Rampante della Ferrari. Un mondo, insomma, che nulla ha a che vedere con quanto nasce a Crewe dove Luc Donckerwolke, uno dei “figli” prediletti del grande capo del design di Volkswagen Group Walter de’ Silva, continua a disegnare con il suo team le lussuose sportive inglesi.
Alle quali presto si aggiungerà Bentayga, il primo grande Suv che verrà prodotto a Crewe (a Wolfsburg avrebbero preferito costruirlo a Bratislava con Audi Q7 e VW Touareg, ma dalla fabbrica slovacca arriveranno soltanto dei componenti) dove è in allestimento la linea di montaggio che a settembre comincerà a sfornare i primi esemplari: debutto al salone di Francoforte, sulle strade a inizio 2016 con una linea per fortuna molto diversa da quella del concept bocciato al salone di Ginevra di tre anni fa.
Ma torniamo a Daniele Ceccomori e alle sue creazioni che devono rispettare i canoni stilistici delle auto. “Tutto è cominciato da una mia idea di realizzare una linea di borse da donna, dal disegno esterno ma soprattutto da quello interno, perché una borsa è come un’automobile, dove si sale, ci si accomoda e si va alla scoperta di tutto ciò che racchiude, un’esperienza da vivere intensamente. La mia idea è stata accolta con entusiasmo dal board e tre anni fa è nata la prima collezione seguita da due collezioni ogni anno, primavera e autunnoinverno, come accade per le griffe della moda”.
Nella boutique di Bentley non mancano ovviamente valigie, biciclette e sci e ci sono anche oggetti griffati prodotti dai fornitori di componenti, come gli orologi Breitling che fornisce quello analogico di bordo. I ricchi, spesso ricchissimi, clienti Bentley attraversano oceani e continenti per venire nella campagna del Cheshire e trascorrere ore non tanto lungo le linde e ordinate linee di montaggio dove nascerà la loro futura auto, ma nel “Veneer Shop”, dove si scelgono radiche e legni, e nel “Leather Shop” dove li attendono centinaia di profumate e morbide pelli tra le quali, a volte, manca quella della tonalità desiderata che dovrà essere prodotta in esclusiva.
È osservando questi clienti che ho capito che la scelta dell’auto è un’autentica esperienza, qualcosa di molto simile alla scelta della casa e dell’arredamento, nasce da qui la linea di mobili e accessori firmati Bentley che permettono al cliente, quando scende dall’auto, di non uscire mai dal raffinato mondo nel quale ha scelto di vivere acquistando una Continental, una Mulsanne o una Flying Spur”. E l’esperienza può continuare anche lontano da casa perché negli hotel St Regis di Londra, New York e Istanbul è già stata inaugurata una Bentley Suite disegnata e arredata seguendo gli stilemi della Marca.
Ma la proposta più recente è il profumo Infinite, un eau de toilette che permetterà al cliente di distinguersi e al comune mortale (l’elegante flacone costa 60 euro) di entrare a far parte, seppur marginalmente, di un’elitaria famiglia. “Continueremo a creare e realizzare oggetti che sposino con equilibrio i valori del brand, il comfort e la dinamicità delle nostre auto che sono capaci di portare sulla strada prestazioni da pista”, conclude Ceccomori. “La vera sfida, per quanto riguarda il design degli interni, è quella con la digitalizzazione sempre più spinta che dovrà rispettare il classico linguaggio british di Bentley, quello per il quale anche i giovani continuano a scegliere una nostra auto”.
Con oltre 11mila auto consegnate lo scorso anno e una crescita del 9% sul 2013, Bentley continua a inseguire quota 15mila, quella fissata già nel lontano 2003 quando Ferdinand Piëch insediò a Crewe il pupillo Franz Josef Paefgen come Ceo, carica oggi occupata da Wolfgang Dürheimer che, per avvicinarsi al target, potrà contare sul Suv di lusso Bentayga.

martedì 21 luglio 2015

Infiniti Q30: ecco la prima foto

POTREBBE ESSERE LEI - La Infiniti Q30, che vediamo qui in veste definitiva, è la prima berlina dalle dimensioni compatte della casa giapponese il cui debutto è previsto al prossimo Salone di Francoforte (15 settembre). Lo stile della versione di produzione resta fedele a quello della concept svelata due anni fa e, nonostante sia pensata per essere distribuita in tutto il mondo, il mercato di riferimento della nuova Q30 sarà proprio l'Europa, dove questo tipo di auto è molto apprezzato. Qui le sue avversarie, a partire dal 2016, saranno le tedesche Audi A3, BMW Serie 1 e Mercedes A.    ORIGINE EUROPEA - La Infiniti Q30 sarà costruita negli impianti Nissan di Sunderland, nel Regno Unito: il primo modello del marchio a nascere fuori dai confini giapponesi. La piattaforma è la MFA, opportunamente modificata, delle Mercedes a trazione anteriore (A, CLA, GLA); lo sviluppo è opera del centro tecnico del gruppo Nissan situato a Cranfield, nel Regno Unito, dove iniziò nel 2014. Tra i motori dovrebbe esserci il 2.2 a gasolio da 170 CV già montato sulla Q50 e, verosimilmente, alcuni dei motori della Pulsar. Dalla berlina Q30 deriverà successivamente anche una crossover, la QX30, che dovrebbe essere caratterizzata da un corpo vettura simile, ma con elementi stilistici specifici più da suv. - See more at: http://www.alvolante.it/news/infiniti-q30-2015-342189#sthash.O12exIh7.dpuf

giovedì 16 luglio 2015

Audi A4 Avant MY 2016: espressione di un design da più angolazioni

Audi A4 Avant MY 2016 – Una serie di foto consentono di ammirare da più prospettive l’ultima Audi A4 Avant, caratterizzata da una luminosa tinta rossa.
Sotto i riflettori risalta la particolare vernice, sembra Tango Reduna dei 15 colori disponibile per rivestire l’esterno della wagon di Ingolstadt, giunta alla generazione B9. Assieme a questa, sono esaltate le forme aerodinamica della vettura, caratterizzata da linee muscolose e filanti e gruppi ottici esaltati dalla tecnologia LED.
Il design della nuova A4 Avant rappresenta un’evoluzione del precedente, valorizzato anche da dettagli di pregio assieme a cura stilistica e finezze di tipo tecnico. L’interno è curato, reso confortevole da rivestimenti eleganti, optional che consentono un tocco ulteriore di sportività e una dotazione caratterizzata da sistemi tecnologici che nel valorizzano le qualità. Ad esempio: il sistema infotainment gestibile attraverso il display di un tablet da 8.3 pollici, dotato di Android Auto e CarPlay, supporto per voice control, connessione LTE, hotspot Wi-Fi.
Rispetto alla versione berlina, la nuova Avant risulterebbe impercettibilmente più corta di un millimetro, ma più alta di sette millimetri. Caratterizzata da un piccolo spoiler all’altezza del tetto, e sottili binari in tinta scura. In base a tali caratteristiche, il coefficiente aerodinamico della vettura risulta di 0.26, contro lo 0.23 della berlina.
La vettura risulterebbe più leggera anche di oltre 120 kg rispetto al precedente modello, grazie alle soluzioni adottate dagli ingegneri. Scelte come l’uso di materiali leggeri, tipo l’alluminio, impiegato ad esempio in specifici punti nella zona posteriore. Inoltre la capacità di carico dell’ultima Avant è aumentata di 15 litri secondo le indicazioni, da 505 sino a 1.510 litri, sfruttando l’abbattimento delle sedute posteriori.
Sia la Audi A4 Avant che la berlina sono equipaggiate con motori sovralimentati benzina e diesel da quattro e da sei cilindri. I primi sono un 1.4 TFSI da circa 150 cavalli (110 kW) e 250 Nm di coppia e un 2.0 TFSI, presente in due specifiche da circa 190 cavalli (140 kW) e 320 Nm di coppia o circa 252 cavalli (185 kW) e 370 Nm. Il versante diesel è composto invece da un 2.0 TDI nelle versioni da circa 150 cavalli (110 kW) e 320 Nm (236 lb-ft), e circa 190 cavalli (140 kW) e 400 Nm; quindi un 3.0 TDI proposto sia nella versione da circa 218 cavalli (160 kW) e 400 Nm, sia nella variante più potente da circa 272 cavalli (200 kW) e 600 Nm di coppia.
I propulsori TFSI e TDI sono associati a un nuovo cambio manuale sei marce meno pesante di 16 kg rispetto al precedente. In alternativa, a parte il propulsore 3.0 TDI da circa 272 cavalli a cui può essere abbinata una trasmissione tiptronic a otto velocità rivista, figura anche una nuovo cambio S tronic doppia frizione sette rapporti, che ha preso il posto del precedente multitronic a variazione continua.
Oltre a queste motorizzazioni, si parla anche di una A4 Avant g-tron alimentata a gas naturale e dotata di un 2.0 TFSI in grado di offrire circa 170 cavalli (125 kW) e 270 Nm di coppia, caratterizzata da consumi piuttosto contenuti, secondo le indicazioni diffuse.

martedì 14 luglio 2015

Peugeot GTi, un giorno da Leoni

Per raggiungere le sue celebri antesignane, partiamo da Milano a bordo della nuova 208 GTI 30th Anniversary che, in quanto a cavalleria (208 cv, per l’appunto…), non si sente certo in soggezione nei confronti delle due sorelle che ci stanno aspettando nei pressi di Rovato. Precisa e reattiva agli stimoli dello sterzo e del gas, questa versione limitata ci ricorda di custodire l’eredita delle iconiche 205 che l’hanno preceduta.
In autostrada, accompagnati dal cupo “sound” del 4 cilindri turbo 1.6, pensiamo all’affascinante storia della 205 GTI e alla sua celebre carriera sportiva. Era il maggio 1984, infatti, quando a poche settimane dalla sua presentazione un “certo” Ari Vatanen portò al debutto al Tour de Corse la versione da gara dell’auto che sarebbe poi diventata un vero e proprio mito automobilistico. Con quella vettura, Vatanen (insieme ad Harryman), centrò tre successi nella prima stagione di gara della 205 Turbo 16.
Quel Gruppo B, che nelle evoluzioni estreme superò abbondantemente i 500 cavalli di potenza, derivava dalla vettura del nostro servizio e fu in grado di vincere nel 1985 e 1986 il titolo mondiale rally e, nei due anni successivi, l’estenuante Parigi Dakar con la versione Grand Raid (passo allungato di 40 cm). Spostandoci in terza corsia per un sorpasso, ritorniamo al presente: avvolti nel sedile sportivo ben profilato della 208 (siglato vezzosamente Peugeot Sport), apprezziamo quanto sia piccolo il volante (con il logo d’ordinanza questa volta cromato) che ci permette di far scartare la vettura al solo pensiero. Purtroppo, però, questo grande vantaggio ergonomico e di guidabilità, va un poco a discapito della visibilità sulla strumentazione: i due quadranti profilatati da un Led rosso, infatti, rimangono parzialmente coperti dalla corona del piccolo volante.
Il colpo d’occhio sul lezioso bordino degli orologi, ci ricorda il colore rosso sportivo del logo GTI al centro del volante e sugli inserti interni alle portiere della prima versione, che sulla 1.9 (quella da 130 cv che abbiamo scelto per il nostro servizio), comparivano anche al centro dei sedili. La GTI (acronimo di Gran Turismo Iniezione), che venne presentata al Salone di Ginevra nel 1984, aveva un motore con la stessa cilindrata della 30th Anniversary sulla quale stiamo viaggiando (1.6 litri), ma disponeva di soli 105 cv a 6250 giri. Peugeot, inizialmente, richiese la consulenza di Pininfarina per il design della vettura che sarebbe dovuta diventare l’icona della Casa di Sochaux. Alla realizzazione del progetto, designato con la sigla M24, collaborarono, poi, anche Gerard Welter, e Paul Bracq per gli interni (noto per aver disegnato alcune delle più belle Mercedes tra cui la 230 SL Pagoda). La piccola bomba francese, aveva dimensioni compatte (3710 mm) ed un peso contenuto di soli 880 Kg(incredibile poterci pensare per una vettura di oggi!), che le permettevano di sfruttare al meglio la cavalleria a disposizione.

lunedì 6 luglio 2015

RENAULT TALISMAN: FOTO E INFORMAZIONI DELLA NUOVA BERLINA FRANCESE

Il marchio francese "archivia" la Laguna e punta tutto su una berlina "portafortuna" dalle linee precise e armoniose. Rigore tedesco? Sì, perché no: la collaborazione con Daimler fa di questo ibrido franco-tedesco un concorrente molto agguerrito nel segmento delle berline
C'è sempre un certo timore nel dire che un'auto "sfida le tedesche" o "si ispira alle tedesche". Perché sembra un po' un cliché abusato - ma reale - quello delle tedesche regine incontrastate del mercato delle tre volumi.
Nel caso della nuova Renault Talisman, però, possiamo fare un'eccezione: lo stesso Carlos Ghosnnon ne fa mistero, e più volte ripete che questa nuova berlina francese di segmento D, che va a sostituire la sfortunata Laguna, è nata da una forte collaborazione con gli esperti di Daimler (collaborazione che ha già dato i suoi frutti con l'accoppiata Twingo/Smart).
Niente copia carbone, però: nel caso della Talisman, gli esperti di Daimler si sono limitati a offrire il loro know-how nel controllo qualità, e nella costruzione diprodotti con alta qualità percepita.
Il resto, invece, è tutto made in France, come orgogliosamente sottolinea Ghosn.

NUOVA RENAULT TALISMAN: DESIGN PULITO, COMFORT, PERSONALIZZAZIONE

La qualità percepita parte dagli esterni, questi sì dal respiro tedesco, che con linee pulite e nette regalano una berlina filante e dinamica nonostante ledimensioni generose (4,85 metri di lunghezza per 1.87 di larghezza).
Un design che Laurens van den Acker descrive con tre parole chiave: "dinamico""preciso""rigoroso".
"La Talisman è una Renault che si riconosce subito al primo sguardo", ha sottolineato van den Acker, "grazie a un frontale molto grintoso e alla firma luminosa fornita dai fanali a C".
La stessa firma che abbiamo visto sulla Renault Espacee sulla Kadjar, a conferma del progetto organico diRenault per le vetture alte di gamma: un progetto basato su una immagine coerente, matura, che punta tutto sulla percezione di avere a che fare con prodotti molto solidi e quasi da categoria superiore.
Vista dal vivo, la Renault Talisman sembra infatti ben piantata a terra. Merito del frontale con la grande calandra orizzontale, che incorpora e valorizza la Losanga di Renault (ormai sempre più prominente).
Il posteriore è forse la parte più riuscita e personale, con la linea di fiancata che si solleva e si rastrema e i gruppi ottici che si estendono orizzontalmente andando quasi ad abbracciare, ancora una volta, lo stemma del marchio.
Tutto sommato una linea molto piacevole, forse un po' lontana dall'idea di personalità che ci aspetteremmo da una francese, ma che piace e che cresce col tempo, sguardo dopo sguardo.
Dopotutto, la Talisman è un'auto che deve piacere a molti, e da questo punto di vista, ormai, il design è diventato un'equazione.

GLI INTERNI: TANTO SPAZIO PER CHI VIAGGIA (ANCHE DIETRO)

A proposito di equazioni e numeri, ce n'è uno di cui quelli di Renault sembrano andare molto fieri: quello dello spazio per le ginocchia dei passeggeri posteriori dellaTalisman: 262 millimetri, fra i migliori della categoria. Anche in altezza lo spazio non manca, con oltre 90 centimetri di spazio fra la seduta e il tetto per chi guida (e 85 centimetri per chi viaggia dietro).
Il design della plancia della Renault Talisman non sconvolge con soluzioni avveniristiche, ma non vuole neanche farlo: l'accento è ancora una volta sulla razionalità e la facilità di utilizzo, frutto anche questo della consulenza di Daimler.
A fare da protagonista in questo caso è il grande schermo posto al centro della plancia, undisplay touch-screen di 8,7 pollici (quasi un iPad mini, per intenderci) disponibile sugli allestimenti top di gamma. Gli intermedi si devono accontentare di un "classico" 7 pollici, che non sono per nulla sgraditi (ma attenti a non scegliere l'entry level, o dovrete accontentarvi di una autoradio con schermo da 4,2'').
Torna, ovviamente, il sistema di infotainment R-Link 2 che centralizza i sistemi di connettività, navigazione e controllo delle funzioni dell'auto.

I MOTORI: ACCENTO SULL'ECOLOGIA?

Capitolo propulsori: la nuova Renault Talisman arriverà (entro fine 2015 in Francia, il prossimo anno nel resto d'Europa) con cinque diversi motori.
Tre diesel (un Energy dCi da 110CV, un Energy dCi da 130CV e un dCi da 160CV abbinato con un cambio sei marce automatico EDC) e due benzina (Energy TCe da 150CV e uno da 200CV, abbinati a un cambio automatico a sette marce).
Tutte le motorizzazioni saranno, ovviamente, Euro6 e avranno emissioni a partire da 95 g/KM di CO2 (in linea con la rinnovata etichetta ECO2).

TALISMAN: UN FUTURO MIGLIORE DELLA LAGUNA?

Insomma, le doti per avere successo, ancora una volta, sembrano esserci (come va, invece, lo vedremo alla prima prova su strada). Il successo della Renault Talisman, però, dipenderà dal pubblico, che in occasione della Laguna si era mostrato molto più restio.
A chi però sottolineava, polemicamente, gli insuccessi passati del marchio nel segmento D, Carlos Ghosn ha risposto prontamente: "Renault è un costruttore generalista, presente su tutti i mercati: alcuni segmenti sono da conquistare, altri sono da riconquistare. Non bisogna pensare che facciamo una cosa o l'altra: Renault è stato uno dei rari costruttori che ha mantenuto la propria rotta nel periodo di crisi, mantenendo i progetti, senza rimandare i nuovi modelli o rinunciare a segmenti".
Chapeau, Ghosn.

sabato 4 luglio 2015


Fiat Nuova 500La piccola cambia nello stile e nei contenuti

La Fiat presenta la Nuova 500, variante aggiornata del modello originale lanciato nel 2007. Si tratta di un ammodernamento cruciale per un modello che in otto anni è stato scelto da oltre 1,5 milioni di clienti. La Fiat ha modificato ben 1.800 particolari senza perdere di vista lo spirito originale dell'auto, che ha fatto dei richiami al passato e della tecnologia la sua arma più forte. Al di là dell'introduzione della strumentazione digitale e delle motorizzazioni aggiornate nel 2014, si tratta del primo vero facelift della 500 dal 2007.La Fiat presenta la Nuova 500, variante aggiornata del modello originale lanciato nel 2007. Si tratta di un ammodernamento cruciale per un modello che in otto anni è stato scelto da oltre 1,5 milioni di clienti. La Fiat ha modificato ben 1.800 particolari senza perdere di vista lo spirito originale dell'auto, che ha fatto dei richiami al passato e della tecnologia la sua arma più forte. Al di là dell'introduzione della strumentazione digitale e delle motorizzazioni aggiornate nel 2014, si tratta del primo vero facelift della 500 dal 2007.
Led e nuovi colori. La Nuova 500 è riconoscibile per le modifiche ai paraurti (che hanno aumentato di 2 cm la lunghezza, fino a 3,57 metri) e ai gruppi ottici, ora con luci diurne a Led nei proiettori secondari anteriori. Sono disponibili inoltre nuovi abbinamenti cromatici per carrozzeria e interni, con un numero ancora maggiore di personalizzazioni: è possibile scegliere tra 13 colori esterni, tra cui i nuovi Rosso Corallo e Bordeaux Opera, e i modelli bicolore nero-giallo e nero-rosso con trattamento Second Skin, una serie di pellicole offerte in varie dimensioni e con motivi grafici come Ethnic, Lord, Comics, Navy e Camouflage per rendere unico ogni esemplare. A completamento dell'intervento, nuove cromature e cerchi in lega da 15 e 16 pollici.
UConnect. Gli interni sono stati ripensati nella zona della console centrale per poter ospitare il sistema di infotainment UConnect con schermo da 5 pollici, ma sono nuovi anche volante, le bocchette di areazione e i comandi secondari. La strumentazione è disponibile in opzione anche nella versione digitale TFT da sette pollici realizzata da Magneti Marelli e non mancano nuove finiture cromate e portaoggetti ottimizzati. Sono disponibili nove varianti delle sellerie tra cui il tessuto Chevron tono su tono della versione Pop, il tessuto Principe di Galles con cadenino a contrasto per la Lounge e il rivestimento in pelle Frau opzionale in tinta nera, bordeaux o tabacco.
Equipaggiamenti. La Fiat ha scelto di offrire una dotazione ricca su tutti i modelli della Fiat 500. Per questo il modello Pop offre già di serie il climatizzatore manuale, sette airbag, ESC, Hill Holder e il sistema UConnect con impianto audio, sei diffusori, Bluetooth, comandi al volante e presa usb. Sul modello Lounge il sistema multimediale si arricchisce di touchscreen, servizi UConnect Live con abbonamento di cinque anni e App dedicate per webradio, social network e notizie, comandi vocali, streaming Bluetooth e lettura e dettatura degli SMS. In opzione verrà offerto il pacchetto di navigazione TomTom con comandi vocali, Q Routes e servizi TomTom Live con informazioni sul traffico, meteo, posizione degli autovelox e servizio Search&Go per la ricerca dei punti di interesse sul web.
I modelli. La gamma 2016 della Fiat 500 prevede le varianti di carrozzeria berlina e cabrio e la scelta tra i propulsori benzina Euro6 0.9 Twinair 85 e 105 CV e 1.2 69 CV  e il diesel 1.3 Multijet II 95 CV con cambi manuali o automatici Dualogic robotizzati. Disponibile anche l'opzione bifuel GPL 1.2 69 CV EasyPower. Tutti i modelli assicurano emissioni ridotte rispetto al modello uscente con appena 90 g/km per la Twinair 85 CV (3,8 l/100 km) e 89 g/km per la diesel, mentre in un secondo tempo verrà introdotta la versione Eco della 1.2 69 CV capace di appena 99 g/km. Sul fronte tecnico, è importante sottolineare anche che per la 1.2 69 CV è previsto un nuovo impianto frenante maggiorato (lo stesso della TwinAir 85). I modelli Eco e diesel saranno effettivamente disponibili presso i concessionari in un secondo tempo. Per migliorare il comfort sono stati utilizzati nuovi pannelli insonorizzanti nei passaruota e nella paratia del vano motore, mentre il bagagliaio può vantare una soglia ridotta per facilitare il carico: la capacità resta variabile da 185 a 550 litri in base alla posizione del divano posteriore.
Gli optional. La Fiat ha confermato che per la sola versione Lounge saranno offerti tre pacchetti di personalizzazione a prezzo speciale: Style (cerchi in lega da 16", fendinebbia e modanature personalizzate), Cult (interni in pelle, cruscotto digitale, tetto e specchi nero lucido) e City (climatizzatore automatico, sensori di parcheggio e specchio elettrocromico). A queste opzioni si aggiungono gli oltre 100 accessori del catalogo Mopar tra cui cerchi in lega, calotte specchietti, modanature cromate esterne, spoiler, adesivi, sistemi per il trasporto dell'attrezzatura sportiva, accessori per l'abitacolo e pellicole per rivestire sezioni della carrozzeria e della plancia. 

mercoledì 1 luglio 2015

Honda HR-V, test del SUV compatto

SUV sportivo e compattol’Honda HR-V ha ben poco a che vedere col suo antenato, la prima serie, del 1999, che in Italia ebbe un buon successo. I tempi sono cambiati, e il nuovo modello, disponibile in concessionario da ottobre, mostra bene i muscoli. Ben definiti, con un carattere non banale.
Originale nei suoi 4,30 metri di lunghezza l’Honda HR-V dovrà tirare fuori gli artigli perché nella sua classe, quella dei B-SUV, i crossover di dimensioni contenute, ma di grandi ambizioni, la lotta è serrata a tutte le latitudini. L’auto giapponese si presenta con doti non banali, in linea con la tradizione Honda, per certi aspetti fuori dal coro (vedremo perché) ma certamente rigorosissima deicontenuti tecnici e con un’estetica che non passa inosservata. Non è la sorella minore della CR-V, ma un modello a sé stante, con ambizioni più che motivate.
La personalità è spiccata, con il frontale importante, le maniglie delle posteriori a scomparsa (dal 1997 tutti si sono ispirati all’Alfa Romeo 156) e la plancia avvolgente all’interno. Il look è giovanile, sportiveggiante, non esasperato. La silhouette atletica e le dimensioni non esagerate non inficiano però lo spazio: il passo è di 2,61 metri, ma soprattutto il serbatoio del carburante, posto sotto il sedile anteriore, libera parecchio spazio nell’abitacolo.
passeggeri posteriori stanno comodi, anche quelli corpulenti, pure con le gambe. Il resto lo fanno i sedili “magici” che regalano la possibilità di caricare oggetti lunghi fino a 2,5 metri e una capacità di carico che va da 453 a 1026 litri. La qualità degli interni, non è premium, ma non lascia adito a critiche.
L’Honda HR-V in Europa sarà solo a trazione anteriore, disponibile con due motori, il 1.5 benzina i-VTEC, aspirato da 130 cavalli e 155 Nm di coppia, e ilturbodiesel 1.6 i-DTEC capace di 120 cv e 300 Nm di coppia. Il primo disponibile anche con trasmissione CVT (a sette marce simulate) entrambi di serie con un cambio manuale a sei marce dalla leva cortissima e molto godibile.
Su strada l’HR-V si comporta davvero bene. Sicuro negli appoggi, dinamico, con un carattere non certo dimesso, ma tutt’altro che indomabile. Mantenendo un confort più che adeguato. Soddisfa chi cerca una guida con ampi margini di sicurezza e confidenza e magari vuole pennellare anche qualche curva, senza esagerare, ovvio.
Tra i due motori il diesel, sovralimentato e con il doppio di coppia a meno della metà dei giri (2.000 contro 4.600) si fa chiaramente preferire, di poco per lospunto (0-100 in 10”0 contro 10”2) ma di molto per progressione ed primeggia come ovvio consumi (4,0 litri/100 km contro 5,2). Il 1.5 aspirato a benzina non demorde e, se abbinato al CVT garantisce una buona elasticità: l’ideale per chi non percorre molti km, ma desidera farlo nella massima rilassatezza. Con consumi comunque contenuti.
Sono otto i colori disponibili, tra i quali un nero e un blu cangianti, tre gli allestimenti, ConfortElegance ed Executive mentre i prezzi partiranno da 20.000 euro per l’HR-V 1.5 benzina e da 22.000 euro per il 1.6 diesel.